1.3.13



1° appuntamento:

LAVORO; LAVORI; GENERE; GENERAZIONI
Mercoledì 6 Marzo 2013 ore 15.00

Sala delle Bandiere Ufficio d' Informazione per l'Italia del Parlamento Europeo, Sala Mosaici, Via Iv Novembre 149 (Piazza Venezia) – Roma
a cura di Be Free Cooperativa Sociale contro tratta, violenza, discriminazioni


2° appuntamento:
VENERDì 8 MARZO OPEN DAY
alla CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE
Dalle 10.00 alle 24.00
Via della Lungara 19 - Via San Francesco di Sales 1A - Trastevere - Roma
Ingresso libero


3° appuntamento:
Mio fratello è figlio unico.
Cosa cambia se cambiano i desideri degli uomini?
Sabato 16 e Domenica 17 Marzo 2013 

SCUP, centro sociale "Sport e Cultura Popolare"
San Giovanni - Roma
a cura di Maschile Plurale


a seguire i dettagli sulle iniziative




LAVORO; LAVORI; GENERE; GENERAZIONI
Mercoledì 6 Marzo 2013 ore 15.00

Sala delle Bandiere
Ufficio d' Informazione per l'Italia del Parlamento Europeo, Sala Mosaici
Via Iv Novembre 149 (Piazza Venezia) – Roma
a cura di Be Free Cooperativa Sociale contro tratta, violenza, discriminazioni


Nell’ambito della iniziativa “L’Europa è per le Donne” dell’Ufficio di Informazione in Italia del Parlamento Europeo BeFree

invita all’incontro:

Lavoro, lavori, generi, generazioni“.
Mercoledì 6 marzo 2013
Ore 15,00 – 18,00
Sala delle Bandiere
Ufficio d' Informazione per l'Italia del Parlamento Europeo, Sala Mosaici
Via IV Novembre n°149 – Roma

Interverranno:
Cinzia Paolillo Associazione Da Sud

Claudia Bella Responsabile Coordinamemto CGIL Roma e Lazio
Pilar Saravia Coordinamento Pari Opportunità UIL Roma Lazio
Maria Pia Pizzolante TILT!

Oria Gargano Cooperativa BE FREE
Coordina il dibattito Giacomo Ficarelli

In che modo le nuove forme di lavoro e la crisi riguardano le donne?
Minore occupazione, differenza di retribuzione e esclusione dai posti di lavoro di maggior responsabilità sono solo la parte più evidente delle differenze di genere nella situazione odierna. Ma non solo, sono sempre le donne ad occuparsi prevalentemente del lavoro di cura, dei lavori non retribuiti, del lavoro riproduttivo.
E c’è poi un legame tra l’inasprirsi della condizione economica e la violenza sulle donne: minore autonomia economica, restrizione dei fondi per le associazioni che si occupano del contrasto alla violenza, taglio delle garanzie del welfare come scuole e asili.
Durante l’incontro verranno approfondite la caratteristiche del mondo del lavoro da una prospettiva di genere riflettendo sulle proposte e le
modalità concrete per riconquistare welfare, diritti e autodeterminazione.




VENERDì 8 MARZO OPEN DAY
alla CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE
Dalle 10.00 alle 24.00
Via della Lungara 19 - Via San Francesco di Sales 1A
Trastevere - Roma
Ingresso libero



Venerdì 8 marzo La Casa Internazionale delle Donne celebra la donna con iniziative che hanno la volontà di dare visibilità e nuova luce alla Casa, alla sua storia e alla sua funzione sul territorio. L’evento prevede la partecipazione di numerose artiste e di tutte le associazioni che operano all’interno della Casa, con sportelli aperti, proiezioni, convegni, reading, aperitivo e cena. Tutte le performance saranno eseguite da artiste che operano sul territorio romano a supporto delle attività della casa. In una giornata speciale come l’ 8 marzo, a partire dal pomeriggio fino a tarda sera, tutte le associazioni al servizio delle donne che in tutti questi anni hanno svolto attività di consulenza familiare, psicologica, giuridica e medica all’interno della casa, forniranno presentazioni gratuite. Aperitivo e cena con prenotazione saranno serviti al Bio Bio Bar e nel ristorante della casa Luna e L'Altra. Con il supporto dell’Associazione di Promozione Sociale Female Cut.

PROGRAMMA
Ore 10.00 > Incontro con le scuole sulla prevenzione ed educazione sessuale a cura di Vita di Donna – Sala Tosi

Ore 10.30 > Incontro con le scuole e proiezioni di sensibilizzazione contro la violenza a cura di Donne e Politiche familiari – Sala Lonzi


Dalle 11,00 > Raccolta firme per la campagna “Tre leggi per la Giustizia e i Diritti. Tortura, Carceri, Droghe”

Dalle 12,00 > Tuba, libreria delle donne, vendita di libri ed oggettistica

Ore 15.30 > Incontro “Braccia che reggono il mondo”, video e dibattito sulla lotta delle braccianti marocchine di Castelnuovo Scrivia – Sala Tosi


Ore 16.00 > Mostra fotografica “Distrazioni” di Lucideddu a cura di Alessia Muroni e Nicolette Mandarano. Lucideddu è una giovane artista sarda. Le sue installazioni e le sue opere fotografiche sono incentrate sull’analisi e la rappresentazione della socialità e della sessualità femminile lesbica. La mostra sarà visitabile fino al 10 marzo – Caffè Letterario


Ore 17.00 > “Michèle Halberstadt – La Petite”. Incontro nell’ambito del 4° Festival della Narrativa Francese presentato da Irene Bignardi con letture di Margherita Laterza e traduzione consecutiva a cura dell'Ambasciata di Francia – Sala Tosi


Ore 17.00 > Proiezioni a cura della Biblioteca Archivia Le sorelle Fontana
di Stefano Pasetto Italia 2003 35’

Puntata di Le ribelli del ‘900 un programma di Cinzia Romano per RAI SAT
Micol Fontana, sartina in un piccolo centro del parmense, partirà con le sorelle Zoe e Giovanna alla volta della capitale dove darà vita alla più blasonata maison d'alta moda del paese. Stilista di fiducia di star hoollywoodiane e potenti del mondo, ha intrecciato rapporti con le principali industrie italiane fino a diventare, con il suo atelier, un simbolo del made in Italy - Sala adiacente biblioteca I Piano

Ore 18.00 > Proiezioni a cura della Biblioteca Archivia
1971-1981. Aborto.

Dieci anni di lotte del Movimento delle Donne
Puntata n. 7 della trasmissione Si dice donna
Il filmato racconta le tappe della lunga lotta delle donne per far uscire l’aborto dalla clandestinità – le manifestazioni, le autodenuncie, i digiuni, le proteste contro gli stravolgimenti apportati in Parlamento dopo faticosi accordi raggiunti in Commissione, i sit in davanti alla RAI o ai giornali e, dopo l’approvazione della legge, la mobilitazione per la sua attuazione nelle strutture pubbliche, inficiata dall’obiezione di coscienza, dalla pratica tecnica del raschiamento e dalle resistenze dei baroni della medicina- Sala adiacente biblioteca I Piano


Ore 18.30 > Proiezione del documentario “Le Ragazze di Montefiorino”.
“Le Ragazze di Montefiorino”, realizzato da Anna Reiter, racconta la storia del Distaccamento femminile “Gabriella Degli Esposti” e di alcune giovani donne che hanno partecipato alla Repubblica di Montefiorino, prima esperienza partigiana di autogoverno della Resistenza Italiana.
Il documentario e' dedicato alle ragazze e alle donne impegnate nella lotta partigiana nel modenese e in particolare al Distaccamento “Gabriella Degli Esposti”, l'unica formazione femminile partigiana di tutta la resistenza italiana che si costitui’ nella zona di Montefiorino nella primavera del 1945 – Sala Tosi


Ore 18.30 > Spettacolo teatrale - Sala Atelier
Con la partecipazione di:

Angela Sajeva – Storie di Antonia > Elena Fazio - La verità di Angela > Francesca Romana Piccardi – Pièce teatrale
> Mila Morandi – Performance di teatro danza e linguaggi del corpo > Maria Inversi – Pièce su Maria Arca Terracciana
> Coro della Casa internazionale delle donne

Ore 19.00 > Proiezioni a cura della Biblioteca Archivia

Mi piace vestirmi di rosso: ritratto di Alma Sabatini
regia di Laura Valle (2012 43 min) Il documentario - ideato da Edda Billi, Paola Mastrangeli e Giovanna Olivieri e realizzato da Archivia e Centro Documentazione Alma Sabatini –raccoglie testimonianze, immagini, documenti e filmati su Alma Sabatini, dalla militanza nel partito radicale e nella LID alla fondazione del Mld (Movimento di liberazione della donna), dal femminismo nel Movimento femminista romano di Via Pompeo Magno alla Commissione Nazionale per la parità fra uomo e donna che pubblicò nel 1987 il suo lavoro L’uso non sessista della lingua italiana - Sala adiacente biblioteca I Piano


Ore 19.00 > Aperitivo e selezioni video a cura del Bio Bio Bar, selezioni musicali a cura delle dj di Female Cut

Ore 19.30 > Donne in migrazione. Presentazione del libro di Raffaella Greco Tonegutti, L’espagnole, con Saba Anglana. L’Espagnole è una dichiarazione d’amore per la tenacia con cui le donne migranti affrontano l’indefinitezza del vivere altrove. Il libro sarà in vendita durante la presentazione.


Ore 20.00 > Cena presso il ristorante Luna e L’Altra, € 25 a persona incluse bevande, con il seguente menu:

Antipasto
Millefoglie di parmigiana con uova mimosa

Primo Piatto
Risotto con zafferano, zucchine e speck

Secondo Piatto di Carne
Rollè di tacchino al cognac e arancia con contorno di patate al forno

o Secondo Piatto Vegetariano
Tortino di patate e verza con riduzione al basilico

Dolce
Torta Mimosa

Info e prenotazioni 06/6892465

Ore 20.30 > Cena di finanziamento a sostegno delle iniziative Kesbilè. La cena prevede un contributo di € 20 a persona, bevande escluse. A seguire dancefloor con la selezione musicale di Psico V DJ!
Via SanFrancesco di Sales 1B


Durante tutta la giornata:
- le volontarie e la segreteria della Casa, ed il Bio Bio Bar saranno a vostra disposizione per effettuare il tesseramento di sostegno al progetto “Casa Internazionale delle Donne”. Info su convenzioni e sconti:
http://www.casainternazionaledelledonne.org/index.php/it/tessera/sconti-e-convenzioni
- il nuovo spazio della Casa “Le Cose Tue, mercatino del riuso”, dedicato all'usato di oggettistica, abbigliamento ed accessori per
donne e bambini, sarà aperto per i tuoi migliori acquisti.


Contatti
> Segreteria Organizzativa 06/68401720> Ristorante Luna e l'Altra 06/68892465> Bio Bio Bar 06/68809989





MIO FRATELLO E' FIGLIO UNICO
Cosa cambia se cambiano i desideri degli uomini?

L'incontro si terrà sabato 16 e domenica 17 marzo a Roma nei locali dello SCUP, centro sociale "Sport e Cultura Popolare" in via Nola 5, a S.Giovanni. I lavori cominceranno sabato alle ore 10 fino alle 13,30, per poi riprendere alle 15 dopo una pausa pranzo e ricominciare domenica alle 10, per la sola mattinata. E' previsto anche un evento nella serata di sabato 16.

SI potranno consumare pasti (pranzo e cena sabato, pranzo domenica) negli stessi locali dello SCUP. Lo svolgimento per ora è previsto così: i temi del documento di convocazione saranno distribuiti nelle tre mezze giornate, introdotti da uno o due brevi interventi a cura di Maschileplurale, dopo i quali la discussione sarà libera per interventi di non più di 7-8 minuti, con la possibilità di interloquire ma molto brevemente. Si valuterà al momento l'opportunità di organizzare il confronto per gruppi, tendenzialmente nel pomeriggio di sabato.


"Mio fratelle è figlio unico" Cosa cambia se cambiano i desideri degli uomini?
Con questo titolo noi di Maschile Plurale proponiamo un incontro pubblico tra uomini e donne a Roma, il 16 e 17 marzo prossimi. Vorremmo aprire una discussione sul mutamento delle relazioni tra i sessi e sul rapporto tra questo mutamento e ciò che intendiamo per politica.

Negli scambi tra noi sono emerse alcune parole chiave, e alcune domande legate a queste parole:

VIOLENZA
Negli ultimi venti anni è cresciuta nel nostro paese una rete di gruppi di uomini e di singoli che hanno sviluppato una riflessione critica sui modelli maschili dominanti.
Abbiamo iniziato prendendo la parola, come uomini, contro la violenza maschile sulle donne. Ma la violenza è parte di un universo culturale condiviso non solo dai violenti: per contrastarla è necessario mettere in discussione il nostro immaginario, la nostra idea delle relazioni tra i sessi, le nostre aspettative e proiezioni nelle relazioni con le donne e con gli altri uomini.
Oggi sentiamo la necessità di andare oltre la denuncia della violenza e delle sue radici e costruire un percorso in grado di dare voce al desiderio di cambiamento di noi uomini.
Il discorso pubblico contro la violenza maschile è divenuto molto forte. Ma quanti uomini (e donne) condividono questo approccio, questa analisi a partire dalla violenza?

AUTORITA’
Da più parti si indica una crisi di autorità maschile, una crisi del patriarcato. Ma la “crisi del maschile” è una definizione ambigua.
Si dice: il venire meno dell’autorità del padre ha generato un disordine distruttivo e violento nei comportamenti degli uomini. Ma “il vecchio ordine” non era meno oppressivo, violento o distruttivo.
Certo, vediamo una politica e un’economia che mostrano la loro incapacità proprio quando affermano l’arroganza della propria neutralità, più o meno “tecnica”, e della propria necessità. Ma anche nei movimenti che si vogliono radicali e antagonisti tornano linguaggi misogini, gerarchici e identitari. Viene anche meno il senso di un “separatismo maschile” praticato soprattutto nei luoghi e nelle istituzioni del potere, che non è mai stato riconosciuto, confessato. Nei partiti il cambiamento si riduce al riconoscimento formale del “valore delle donne”, o alla previsione di “quote femminili” decise e regolate dai leader politici maschi.
D’altra parte emergono anche percorsi politici maschili di altro segno: per esempio nel dialogo tra sostenitori della decrescita e ecofemminismo, o nelle esperienze critiche verso le forme della politica segnate dalla violenza e dalla gerarchia.
La crisi del patriarcato per noi inizia nel momento in cui le parole delle generazioni precedenti di uomini non sono più in grado di rispondere alle nostre domande di senso sul mondo, da quando i destini e i ruoli che ci vengono proposti non corrispondono al nostro desiderio di come essere nel mondo.
Nella crisi dell’autorità e del potere maschile può aprirsi lo spazio per un diverso modo di guardare il mondo, per ripensare da parte di noi uomini le categorie di governo, economia e politica?
È possibile affermare che non esiste una “natura maschile” da “civilizzare” o da regolare con un divieto ma che il limite da riconoscere è proprio l’esistenza di un’altra soggettività, un altro desiderio, un altro sguardo sul mondo?
E su questo esiste il desiderio di uno scambio tra uomini e donne?

RISENTIMENTO
Oltre la tradizionale rappresentazione di una “questione femminile” esiste oggi un’enorme “questione maschile”.
Il disorientamento, la sofferenza di molti uomini di fronte al cambiamento e alla perdita di luoghi e linguaggi certi di riferimento vengono sempre più spesso strumentalizzati per alimentare uno spirito di rivincita, una reazione rancorosa e frustrata contro il femminismo, contro la libertà e l’autonomia delle donne. La partecipazione degli uomini al mondo della cura e dell’educazione può essere una “cartina di tornasole” del cambiamento nelle relazioni politiche tra i sessi, in cui una trasformazione dei ruoli non corrisponde solo alla condivisione di una responsabilità, ma incontra un nuovo desiderio maschile.
E’ possibile trovare una via diversa dal rancore, dal vittimismo, dalla perdita di senso di sé?

DESIDERIO/TRASFORMAZIONE
Se la politica ha a che fare con la libertà delle persone e con il potere allora il nostro percorso critico, come uomini, è pienamente un percorso politico.
Vogliamo mettere in discussione poteri consolidati, costruire nuovi spazi di libertà per noi e per tutte e tutti.
La critica ai ruoli sessuali stereotipati, alle relazioni di disuguaglianza tra i sessi, a un immaginario è stata oggetto delle lotte del femminismo nelle sue tante articolazioni, del movimento lgbtq con differenti prospettive.
Siamo capaci di esprimere come uomini un desiderio di cambiamento? E qual è il cambiamento che desideriamo come uomini?

LINGUAGGIO/RELAZIONE
È possibile una nuova parola maschile? Andare oltre l’assunzione di responsabilità, l’impegno solidale o di giustizia per costruire una politica che esprima l’esperienza di essere uomini.
Il pensiero e la pratica politica delle donne ci hanno fornito lo spazio sociale e le parole per esprimere una nostra domanda su di noi che non trovava nei saperi prodotti dalle altre generazioni di uomini le parole per esprimersi.
Oggi sentiamo la necessità di un doppio salto che è già dentro molte esperienze:
- costruire nuove relazioni politiche tra donne e uomini, e tra persone di diversi orientamenti sessuali, non basate esclusivamente sulla comune opposizione a forme oppressive e violente ma su una comune ricerca di senso, sul riconoscimento del valore reciprocamente trasformativo di queste relazioni.
- il secondo passo è la produzione di uno sguardo autonomo, come uomini: la capacità di agire un conflitto con l’ordine esistente a partire da noi. Pensare e agire forme diverse di relazione tra uomini: tra generazioni di uomini e tra uomini dell’oggi superando paternalismi, competizione, cameratismo, gerarchia.
Come criticare la norma se il mondo ti racconta come norma? E’ possibile esprimere una critica dell’esistente, un desiderio di cambiamento non a partire da una condizione di discriminazione ma dal prezzo e dal privilegio che corrisponde al ruolo maschile?
Oggi molti uomini ricercano e sperimentano modi nuovi di essere padri, diverse relazioni tra uomini e con le donne, differenti modi di stare al mondo rispetto alle generazioni precedenti e rispetto alle aspettative sociali. Ma non è cresciuta una corrispondente capacità di esprimere questa novità e di farne un fatto collettivo, pubblico, di farne un conflitto leggibile con l’esistente.
Perché?
E le donne sono interessate a un mutamento delle relazioni politiche con gli uomini che, senza rimuovere il conflitto e la differenza, apra una nuova storia?


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